Le Rime di Zelda
Polvere
Siamo come polvere che sale in alto,
dal calpestio
di un piede
refrattario
all’igiene.
Noi siamo
polvere alla mercé
del vento.
Siamo mobili e
mobilio
su questa
terra.
Indenni
passiamo gli anni
senza nulla
fare,
perché del
genio siamo
indegni.
Spenti come
ombre
che si
allungano al sole,
degli elementi
naturali
siamo schiavi.
Quando un genio
passa,
un’orma degna
che
calpesta la
terra,
pronto è il
fango per sommergerlo.
L’ombra non ha
paura,
non si può
acciuffare
una cosa che
non è.
L’ombra non
teme la
morte,
semplicemente
non esiste.
Gira il mondo
in lungo
e in largo,
senza mai pagar
pedaggio.
Una cosa in
particolare
ad essa
invidio:
l’assenza di
vergogna e la
sua
solidarietà.
Quando, con
umana
compassione ci
tiene
compagnia nelle
nostre
figuracce.
Dov’è la luce?
Dove la vita
reale?
Tutto è opaco
tutto è falso.
Niente di
pulito,
tutto è sporco.
è aperto il botteghino
del vostro
divertimento,
tutto per
sotterrare
il vostro
lamento.
Quello di
affrontare
la vita;
voi stessi, il
mondo.
Dove siete voi?
Massa informe.
Dove siete voi?
Il buio
profondo,
dove siete
non lo sapete.
Dove andate non
si sa.
Siete il nulla
in
movimento.
Colti da
angoscia
profonda,
smarrimento,
persa nel
chiasso
del vostro
rumore,
finto e avido,
Suoni di dolci
sapori orientali,
derive
trascendentali.
Eppure sale il
magone
della società,
come turpe
stregone.
Cercarsi nei
labirinti
nelle vie della
città,
immense e
anonime.
Sale il magone
e
cresce l’ansia.
Ci si allontana
con la mente,
dai clamori
urbani
che si
dileguano
pian piano.
Me ne vado
dall’esistenza,
un treno
lontano
dal rumore
umano
mi avverte
del sublime
momento.
Via tutta
l’assurdità,
resto solo con
me stesso
e mi sento un
altro io.
Gesti epici di
eroi
immortali.
Canti di
sirena,
scie di balena.
L’irrealtà che
non vedevo
ora mi
appartiene.
Tutti sono
spariti
nell’immenso
vuoto
che ci
circonda.
Mi perdo nella
natura,
spero per
sempre.
La vita è un
ricordo
che vaga
lontano,
per giungere a
un punto
che è
l’infinito.
Lacrime e canti
di gioia,
pura illusione
è la nostra
esistenza.
Elementi
naturali siamo,
rapiti nel
vortice della vita.
Un giorno ci
risvegliamo
con gli occhi
straniti,
noi che eravamo
rapiti.
E ci ritroviamo
rattrappiti,
ormai vecchie
cariatidi
e ci voltiamo
indietro.
Vediamo
scorrere il film
della nostra
vita.
Breve, lunga,
intensa,
amara e amata.
La lotta del pensare
Il pensare è lotta temeraria,
contro i bigotti che s’insidiano
tra le genti volgari.
Per me che cerco il meridiano,
impossibile è il non ragionare.
Come un abile destriero
mi incammino verso il sentiero
che porta alla luce,
forte, del capire le cose.
Della conoscenza sono alla foce
e le arti sono mie spose.
qui, sulla terra, l’uomo
la cultura pose.
a noi non resta che l’ardire
di pensare e dire
le cose come stanno.