Nicola Mongiardo

 

Le Rime di Zelda

 

 

 

 

 

Polvere

 

 

Siamo come  polvere che sale in alto,

dal calpestio di un piede

refrattario all’igiene.

Noi siamo polvere alla mercé

del vento.

Siamo mobili e mobilio

su questa terra.

Indenni passiamo gli anni

senza nulla fare,

perché del genio siamo

indegni.

Spenti come ombre

che si allungano al sole,

degli elementi naturali

siamo schiavi.

Quando un genio passa,

un’orma degna che

calpesta la terra,

pronto è il fango per sommergerlo.

 

 

L’ombra

 

 

L’ombra non ha paura,

non si può acciuffare

una cosa che non è.

L’ombra non teme la

morte, semplicemente

non esiste.

Gira il mondo in lungo

e in largo,

senza mai pagar pedaggio.

Una cosa in particolare

ad essa invidio:

l’assenza di vergogna e la

sua solidarietà.

Quando, con umana

compassione ci tiene

compagnia nelle nostre

figuracce.

 

 

La luce

 

 

Dov’è la luce?

Dove la vita reale?

Tutto è opaco

tutto è falso.

Niente di pulito,

tutto è sporco.

è aperto il botteghino

del vostro divertimento,

tutto per sotterrare

il vostro lamento.

Quello di affrontare

la vita;

voi stessi, il mondo.

Dove siete voi?

Massa informe.

Dove siete voi?

Il buio profondo,

dove siete

non lo sapete.

Dove andate non

si sa.

Siete il nulla in

movimento.

Colti da angoscia

profonda, smarrimento,

persa nel chiasso

del vostro rumore,

finto e avido,

 

 

Melodia araba

 

 

Suoni di dolci sapori orientali,

derive trascendentali.

Eppure sale il magone

della società,

come turpe stregone.

Cercarsi nei labirinti

nelle vie della città,

immense e anonime.

Sale il magone e

cresce l’ansia.

Ci si allontana con la mente,

dai clamori urbani

che si dileguano

pian piano.

Me ne vado dall’esistenza,

un treno lontano

dal rumore umano

mi avverte

del sublime momento.

Via tutta l’assurdità,

resto solo con me stesso

e mi sento un altro io.

Gesti epici di eroi

immortali.

Canti di sirena,

scie di balena.

L’irrealtà che non vedevo

ora mi appartiene.

Tutti sono spariti

nell’immenso vuoto

che ci circonda.

Mi perdo nella natura,

spero per sempre.

 

 

Ricordo

 

 

La vita è un ricordo

che vaga lontano,

per giungere a un punto

che è l’infinito.

Lacrime e canti di gioia,

pura illusione è la nostra

esistenza.

Elementi naturali siamo,

rapiti nel vortice della vita.

Un giorno ci risvegliamo

con gli occhi straniti,

noi che eravamo rapiti.

E ci ritroviamo rattrappiti,

ormai vecchie cariatidi

e ci voltiamo indietro.

Vediamo scorrere il film

della nostra vita.

Breve, lunga, intensa,

amara e amata.

 

 

La lotta del pensare

 

 

Il pensare è lotta temeraria,

contro i bigotti che s’insidiano

tra le genti volgari.

Per me che cerco il meridiano,

impossibile è il non ragionare.

Come un abile destriero

mi incammino verso il sentiero

che porta alla luce,

forte, del capire le cose.

Della conoscenza sono alla foce

e le arti sono mie spose.

qui, sulla terra, l’uomo

la cultura pose.

a noi non resta che l’ardire

di pensare e dire

le cose come stanno.