Gioco per chi ama vivere
Maschile e femminile
Di pomeriggio camminava fra la nebbia
come un vecchio, e portava il bastone
come uno scettro.
"Vecchio puoi dirmi dove devo
incontrare l'amore?"
"Lo incontri già, sono qui"
..Rabbia e frustrazione, l'orgoglio bollire
"Come puoi vecchio dirmi che i tuoi
occhi sono quelli di colei che sogno
Che il tuo sguardo parla come il suo
d'amore,
che vedere te è il sogno della mia vita?"
"L'amore è sempre nascosto,
devi cercarlo, fra le cose che non osi,
percorrere, nei pomeriggi di silenzio come questi,
quando senti quel Dio nella tua anima
palpitare e spingerti a chiedere
di cose che hai davanti, appena viste"
"Vorrei sentire solo meno dolore vecchio,
non ardo più di accontentare i miei sensi"
"Ma non per questo la tua vita è priva di
sogni,
e l'amore lo puoi incontrare se lo vedi,
in uno sguardo e sentirlo vivere
senza distrarti, se vuoi"
"Solo un giorno diventerò come te
nell'aspetto e lei non mi vorrà"
"Lei morirà di te come è accaduto da quando
sei nato,
di ogni tuo respiro, di ogni tuo dolore
di ogni tua sofferenza e l'anima tua e sua saranno
per sempre
fuse in un uomo"
Cosa cerco in realtà?
Non oso chiederlo e sento già
quel mio vecchio prezioso
che dalla saggezza del cuore
conosce tutte le risposte
e nei pomeriggi di nebbia come questi
ci sarà sempre qualcuno
che vorrà portarmi la gioia di una canzone.
Ancona, 24 febbraio 2008
Orsù ladro, dammi da mangiare
molliche, sicché io abbia gioia
Ho perso il mio portafoglio e non sono più niente
per nessuno, bramo conquistare un’identità
Tu, che sei l’indice della sopravvivenza
non tradire la tua natura
e ridammi la mia gioia
Tu, ladro defunto dentro di me
insegna al ragazzo che nasce
la retta via, non perché lui non possa più fare i tuoi
errori, ma perché voli diretto nella bocca del cielo
a sentir come amoreggiano i passeri
e la sera riposino nei nidi
Orsù ladro, dimmi questa frase che risolve la malinconia
Tu sopravvivi, tu non sai cos’è la vita, te l’ha detto tua madre
quando non potevi che crederle
E tu ci hai creduto
l’uomo non insegna, l’amore lo sa
la donna è il sentiero su cui posano le tue sere, ladro
Ancona, 6 settembre 2008
Un amore eterno (di Mimoza
Hametaj e Maurizio Silvestrelli)
La canzone vibra la stanza,
e coccola la tastiera in movimento,
le mie mani, dentro di me,
mi porta su e giù nel tempo
nella pausa tra le canzoni
fiumi di pensieri interrotti
cullano la dolce nostalgia
tutti i giorni degli anni passati
il dolce bacio, ancora più caldo
invecchia come buon vino
Amore che vibra con altre canzoni
canta futuro cammino
A noi che siamo
notte,
che siamo amanti,
che siamo innamorati
A noi questo giorno felice
che la sorte
ci ha ritagliato
Giochiamo a lanciarci il sasso
e fuggire
Sei
Tu
che mi ha dato, la vita
Tu, un amore eterno
Caro Cielo
siamo qui
Se potessi giungere a te
con l’entusiasmo di un volo!
In alto fino che esista lo spazio
I peccati,
scuri presagi di un mondo morire
Ascendere fino a te..
Cielo!
La preghiera di un ipocrita
non è un inno alla tua lode,
sono solo cielo,
sulla terra nuda
che cigola
Non posso fare a meno
di cercarti e volerti
cielo nelle ciglia..
come fossi lo sguardo di un Dio che ama.
13 gennaio 2009
Bastasse a me
la preziosa calma
quando egli vuole
colpire
Sapere che la rabbia
è bestemmia
E Dio non la perdona
Se sapessi quanto vale un centesimo
avrei forse un malloppo da spendere
stando attento alle virgole
e ai miliardi
ora, momento in cui
la pace rinnegata assedia l’accidiosa stanca
miseria,
la mia luce
tremola e sporca il fumo nel bianco
Tu dici che non sono io
Io dico che non è lei
E rimango con pugni di mosche
Domani mattina
la calda miseria del mio dormire
ruberà il colore del cielo e del mare
Per un occhio saranno rossi e cotti
dall’avarizia che nel giorno
trova sempre nidi in cui attingere
Sono io impaziente che non pago la parte giusta
di debito alle stelle, quelle
che sparano sugli occhi.
Le stelle, quelle che ti guardano dritto
dentro l’anima
Non ho parole da sprecare, solo tempo.
Che non ci sia nessuno qui
fa poca differenza:
La parola è il Tempio del silenzio
Il silenzio è l’anima che muore
La morte è il luogo del riposo
E il riposo è un segreto nobile
che Dio ci chiama a imparare a capire
perdendo tempo pure con me,
come se da lontano dicesse
qualcosa non invano
Le stelle sono lì, guardale
ti porteranno un cuscino di onde il giorno in cui
ricorderai di esserti visto morire:
tra tutte le cose la più impossibile
Ma cosa ti importa del saluto degli esseri viventi
Siamo anima di bandiere protocollate
dal cielo in un defunto pianto di risa
non mai il respiro tacerà se tu lo sai
E tu lo sai che il fiato è presente
Perché l’ansia ti stritolerebbe se non volessi
sentirlo
Moriresti scoppiando in un fragore bestiale
se non sentissi forte
quell’Eden
che hanno dimenticato
quei famosi autori dei libri sacri della vita
Quelli in cui c’è talmente tanto da capire
che nessuno fa in tempo,
Fa mai in tempo..
15/03/09