Federica Vozza
DUE PATATINE
Eccoci qui, bambina mia.
è
arrivata presto stavolta, la nostra cena
della
domenica sera.
Al tavolino del Mac Donald, facciamo
festa con le nostre patatine.
Ti guardo mentre le
divori e mi sorridi con gli occhi.
Povero piccolo amore…
Non mi chiedi più perché non sono con la
mamma.
Ma
papà cosa ti poteva dire?
Che le sembravo troppo normale?
Che le sembravo troppo banale.
Banale nella spesa che caricavo sulla
macchina.
Banale nella mia fedeltà…
A te ora importa di mangiare le
patatine, qui con me.
Il giusto saluto di ogni week end.
Due al mese.
Il giudice credeva di essere stato
buono.
Ma
non sono sette giorni su sette.
Non è vederti crescere, senza perdermi
un solo istante.
Non è il trambusto allegro di essere svegliato
ogni
mattina dai tuoi salti sul lettone.
Quando verrà caldo
prenderemo lo zaino e andremo in giro, io e te!
Ti porterò a Gardaland, perché l’ultima volta
da
lì non volevi più venire via.
Dimenticherò per un po’ che sono ridotto
a due week end.
E le patatine, così torno bambino e
posso parlare come te.
Due patatine per comunicare.
Un modo come un altro per poterti amare.
Prima di vederti entrare dove io non
posso più.
E sentire il cuore che si spezza ancora.
Sta’
tranquilla, papà torna…