Piero Simoni

 

 

il cielo (19 gennaio 2011)

 

 

 

era al mattino
lo sguardo fugace al cielo

magari plumbeo scuro dell’inverno

al mattino presto per il lavoro industriale

attimo fugace di vera armonia

poi presi nell’ingranaggio dei nastri

che i solidi trasportavano

le ore in impegni conseguenti

per una corsa quotidiana

anche la città a far da giostra

perso di vista così il cielo

con il giorno che si andava consumando

come tutti gli altri

 

era al mattino

la perdita dei colori intorno

della stagione che si andava formando

la voce amica della natura

che ci fa in giusto equilibrio

con il suolo terrestre e i suoi astri volteggiando

in comunione di pensieri con i nostri avi

la madre nell’aereo già inoltratasi

il cielo che ci apre all’universo tutto

invito di pace al silenzio che non tace

mistero del creato

della vita nostra

all’infinito richiamata