Virginio Giovagnoli

 

 

DORME

 

 

 

Dorme.

Sorride e sogna,

l’angelo suo per mano

l’accompagna.

Dorme.

Le rughe distese.

Le membra spossate

per le tante ore a faticare passate.

Il riposo suo s’addensa,

nell’affanno del respiro si concentra

Dorme.

Un sonno agitato,

del lento trascorrere delle ore

per l’incertezza del domani.

Ogni speranza

il fato ha preso nelle mani.

Dorme.

Un sonno sofferto.

Il sonno di chi spera e pensa

che il dolore prima o poi dia clemenza.

Dorme.

Il sonno dell’onesto,

di chi per gli altri ha lavorato.

Il sonno suo è beato

come il sonno di un bambino;

di chi al mondo, ormai, tutto ha dato

e per sempre ci ha lasciato.